PRINCIPI GENERALI DELLA CONTRATTUALISTICA NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

A) Il sistema giuridico e la regolamentazione della contrattualistica negli Stati Uniti d’America:

Gli Stati Uniti sono una repubblica federale con un’amministrazione centrale che gestisce le amministrazioni statali.

Tuttavia ogni singolo Stato interno ha il potere di promulgare leggi su molte materie, con la conseguenza che la disciplina della contrattualistica negli Stati Uniti d’America dovrà di volta in volta adattarsi alle diverse legislazioni interne.

Va detto, in ogni caso, che le legislazioni interne si occupano di regolamentare specifici argomenti contrattuali, mentre i principi generali della contrattualistica negli States sono racchiusi in una testo adottato in maniera uniforme da tutti gli Stati interni, contenuto nel primo articolo dello Uniform Commercial Code.

Ad ogni buon conto, principi generali a parte, sia la legislazione statale che quella dei singoli stati federati non è largamente esaustiva, in quanto si preferisce rimettere gli accordi contrattuali alle libere volontà delle parti.

Da quanto sopra consegue che è fondamentale negli States predisporre contratti precisi e completi che vadano a disciplinare ogni aspetto pratico dell’accordo contrattuale, dal momento che, in caso di lacune, dovrebbe essere il Giudice ad occuparsi di integrare l’argomento contrattuale non disciplinato, ricostruendo la volontà delle parti sulla base del Common Law, ovvero dei precedenti giurisprudenziali scelti dallo stesso togato.

Si consideri, infatti, che il Giudice può scegliere a quale orientamento aderire, così, come avviene, in effetti, a livello di grandi numeri, da uno Stato all’altro.

B) Il testo dell’accordo:

Negli States, per i motivi di cui sopra, i contratti sono molto dettagliati ed integrati da regole elaborate dalla giurisprudenza del Common Law finalizzate alla relativa interpretazione, e precisamente:

1- Il testo dell’accordo deve far risultare una coerenza dell’intero schema contrattuale;

2- Il significato delle parole è quello proprio del linguaggio comune;

3- In caso di termini tecnici, deve esserne espressamente fornita una definizione accolta dalle stesse parti contrattuali;

4- Il testo scritto a mano si intende prevalente sul testo stampato;

5- Gli usi e le consuetudini commerciali integrano quanto non espressamente disciplinato;

6- Tra le varie interpretazioni, prevale quella che permette al contratto di spiegare effetti giuridici concreti;

7- La parte che non ha redatto il contratto, nel dubbio interpretativo di una clausola, è quella a cui deve essere concesso il favor.

C) Differenza tra offerta vincolate e proposta non vincolante:

Tale nozione è significativa, in quanto solo la prima ipotesi spiega effetti nella contrattualistica negli Stati Uniti d’America

Per tale motivo l’accordo deve contenere contenere l’espressa volontà di attribuire ad una determinata clausola effetti giuridici concreti, altrimenti si rientrerà nell’ipotesi di proposta non vincolante.

Sul punto la giurisprudenza d’oltreoceano ha attribuito valore al contesto generale delle parti anche nella fase preparatoria di un contratto, come ad esempio uno scambio di corrispondenza, dal quale si desume la volontà di dare esecuzione al redigendo contratto.

Come in Italia, inoltre, la rottura ingiustificata delle trattative contrattuali quando sono arrivate ad uno stato avanzato sono passibili di richiesta di risarcimento.

D) L’accountability delle parti:

Nel nostro Paese non tutte le imprese si accertano della situazione patrimoniale della loro controparte prima di siglare un accordo, sia per abitudini commerciali, sia perché la legislazione non aiuta sempre a comprendere pienamente in quale stato economico e finanziario si trovi una determinata impresa.

In altre realtà, invece, è lo stesso Stato ad attribuire un rating alla solvibilità di una impresa, pubblicando i risultati in modo estremamente trasparente addirittura sul web.

Non diversamente negli States l’accountability (termine non traducibile in un’unica parola in Italia, potendo significare nel complesso credibilità, capacità di rendere conto delle proprie azioni, responsabilità, reputazione) di una impresa è di fondamentale importanza, pertanto, prima della sottoscrizione di qualsivoglia accordo, la verifica preliminare della solvibilità della propria controparte è fondamentale, (i) sia perché la legislazione U.S.A. permette la costituzione di società di capitali con il versando un contenuto capitale sociale, (ii) sia perché la legge fallimentare americana non garantisce elevate percentuali di riscossione delle proprie ragioni creditorie.

E) Due Diligence:

Le conseguenze in termini pratici di quanto sopra esposto sono rappresentante dalle intense attività di Due Diligence che dovranno animare l’impresa che voglia mettersi in affari con un’impresa U.S.A.

Tale attività consistente, in sostanza, in uno scambio di informazioni tra le parti e, qualche volta, nella sottoscrizione di accordi propedeutici al varo dell’accordo contrattuale vero e proprio.

Molto importante, durante questa attività preliminare, è tutelarsi dal rischio di violazioni della propria privacy nonché della proprietà intellettuale, ragion per cui normalmente viene sottoscritta una clausola di Confidentiality volta appunto a prevenire ipotesi di fuga di informazioni riservate.

F) L’arbitrato interno ed internazionale:

Non sempre eventuali disaccordi sullo spirito e sulle singole clausole del contratto finiscono innanzi all’autorità giudiziaria, infatti negli States è frequente l’inserimento di una clausola di arbitrato la quale promette la risoluzione delle controversie in maniera più celere ed economica rispetto a quanto potrebbe fare un magistrato.

Aggiungasi a quanto sopra che spesso l’arbitrato permette l’esame della controversia con l’ausilio di tecnici esperti della regolamentazione del settore.

Tale prassi, inoltre, è diventata la regola in caso di imprese multinazionali provenienti da diversi Paesi che si trovino a regolare accordi su scala internazionale, per il cui approfondimento si rimanda alla lettura dell’articolo LA LEGGE APPLICABILE AL CONTRATTO INTERNAZIONALE.

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